
Affrontare una o più perdite gestazionali è sempre un’esperienza dolorosa. Quando questi episodi si ripetono, il senso di frustrazione può diventare ancora più intenso, accompagnato da paure e domande che spesso restano senza risposta. Per questo motivo è fondamentale fare chiarezza: capire cosa si intende per aborto spontaneo, quando si parla di aborto ripetuto e quali sono le possibili cause da indagare e, in molti casi, trattare.
Cos’è l’aborto ripetuto
Si parla di aborto spontaneo quando la gravidanza si interrompe spontaneamente entro le prime 20 settimane. È un evento purtroppo frequente, che può colpire circa il 10-15% delle donne dopo un test positivo, soprattutto nel primo trimestre. Nella maggior parte dei casi si tratta di episodi isolati. Tuttavia, quando le perdite si ripetono — due o più volte — si entra in un quadro definito aborto ripetuto o poliabortività. È una condizione che richiede attenzione medica e un’indagine approfondita.
Perché si verifica: le cause più frequenti
Non esiste un’unica causa, ma piuttosto un insieme di possibili fattori, spesso combinati tra loro. Alcuni sono facilmente individuabili con esami specifici, altri rimangono ancora oggi parzialmente sconosciuti alla medicina. Le principali categorie sono:
-
Fattori genetici e cromosomici: anomalie nei cromosomi dell’embrione sono tra le cause più frequenti di aborto. Possono essere dovute a errori casuali durante il concepimento o a traslocazioni cromosomiche ereditarie, che uno dei due partner trasmette senza esserne consapevole. L’età materna avanzata, per esempio, aumenta il rischio di anomalie ovocitarie.
-
Anomalie dell’utero: la forma e la struttura dell’utero possono incidere sull’impianto e sul corretto sviluppo dell’embrione. Malformazioni come l’utero setto o bicorne, fibromi, polipi o aderenze intrauterine possono ostacolare la gravidanza. La buona notizia è che, in molti casi, si tratta di condizioni diagnosticabili e correggibili.
-
Squilibri ormonali e disfunzioni metaboliche: una produzione inadeguata di progesterone, squilibri tiroidei o la presenza di patologie come la PCOS (sindrome dell’ovaio policistico) possono compromettere il mantenimento della gravidanza. Anche il diabete o una cattiva regolazione insulinica giocano un ruolo importante.
-
Disturbi immunitari e trombofilici: alcune condizioni, come la sindrome da anticorpi antifosfolipidi, possono indurre il sistema immunitario a “rifiutare” l’embrione. Allo stesso modo, problemi di coagulazione possono impedire una corretta irrorazione della placenta, ostacolando la crescita del feto.
-
Fattori ambientali e stile di vita: fumo, abuso di alcol, obesità, eccessiva magrezza, cattiva alimentazione, esposizione a sostanze tossiche, stress eccessivo: tutto questo può contribuire ad aumentare il rischio di aborto. Anche alcune infezioni o malattie croniche vanno considerate.
Purtroppo, in una percentuale non trascurabile di casi — tra il 40% e il 50% — non si riesce a trovare una causa precisa. Questo non significa che non si possa intervenire, ma che sarà necessario costruire un percorso ancora più personalizzato.
Diagnosi e trattamenti
Il primo passo è una valutazione completa. Tra gli esami utili ci sono:
-
Cariotipo dei genitori (per individuare eventuali anomalie cromosomiche)
-
Valutazione della cavità uterina (con ecografia 3D, isteroscopia o sonosalpingografia)
-
Dosaggi ormonali (TSH, progesterone, prolattina, insulina)
-
Analisi delle trombofilie e degli anticorpi antifosfolipidi
-
Esami genetici su eventuali tessuti abortivi, se disponibili
In base ai risultati, si potrà proporre il trattamento più adatto: chirurgia isteroscopica per correggere malformazioni, terapia ormonale per regolare il ciclo e sostenere l’impianto, farmaci per migliorare la coagulazione in gravidanza, fino al ricorso alla fecondazione assistita con diagnosi genetica preimpianto nei casi più complessi.
Un percorso da affrontare con il giusto supporto
Parlare di aborto ripetuto non significa perdere la speranza. Al contrario, significa iniziare un cammino di consapevolezza, diagnosi e cura. Ogni coppia è unica e merita un approccio personalizzato, basato sull’ascolto, sulla scienza e sull’empatia. Se hai vissuto più di una perdita gestazionale e cerchi risposte, il primo passo è affidarti a uno specialista con esperienza nel campo della fertilità.
Il Dott. Massimiliano Pellicano riceve presso il Centro Delta, in
Via Alessandro Scarlatti, 88 – 80129 Napoli (7° piano)
Per prenotazioni: +39 0815784014
Per informazioni: +39 0813795759
Per approfondire consulta il sito www.massimilianopellicano.it






